MARE NOSTRUM NON DEVE CHIUDERE

Presidente Renzi, l'Italia continui a salvare vite in mare!

LETTERA APERTA A MATTEO RENZI

In una lettera aperta pubblicata oggi sul quotidiano
“la Repubblica”, Amnesty International Italia, ASGI (Associazione Studi Giuridici sull’Immigrazione) e
Medici Senza Frontiere Italia hanno sollecitato il presidente del Consiglio Matteo Renzi a non chiudere l’Operazione Mare Nostrum e a garantire che l’Italia continui le attività di ricerca e soccorso nel mar Mediterraneo per salvare vite in mare.

 

 

A inizio ottobre, il presidente del Consiglio ha dichiarato che “Mare Nostrum andrà avanti finché l’Europa non sarà in condizioni di intervenire più e meglio di come abbiamo fatto noi fino ad oggi”.

Di fronte alle ripetute affermazioni, da parte del Ministro dell’Interno Angelino Alfano sulla necessità di chiudere le operazioni italiane di ricerca e soccorso in mare e consapevoli che l’Unione Europea ha annunciato l’inizio, da sabato 1° novembre, della cosiddetta Operazione Triton, le tre associazioni constatano che quelle “condizioni” non ci sono.


Alta è la preoccupazione per l'impatto umanitario di questa decisione, perché Triton non avrà il mandato di svolgere attività di ricerca e soccorso nel Mediterraneo, ma di pattugliare i confini marittimi e costituirà una risposta soltanto parziale al problema. Il rischio di rivedere tragedie come quelle vissute il 3 ottobre 2013 a Lampedusa è molto alto.


I tragici naufragi che hanno già causato più di 3.000 morti nel 2014 dimostrano la necessità di operazioni di ricerca e soccorso continuative, mentre i disordini in Libia e le altre crisi nell’area inaspriscono il bisogno che queste operazioni vengano estese a tutto il Mediterraneo.


Amnesty International Italia, ASGI e Medici Senza Frontiere Italia chiedono al presidente del Consiglio di far sì che Mare Nostrum non finisca qui.

 

Il testo completo della lettera

Gentile Presidente del Consiglio,

 

all’inizio di ottobre Lei ha pubblicamente dichiarato: “Mare Nostrum andrà avanti finché l’Europa non sarà in condizioni di intervenire più e meglio di come abbiamo fatto noi fino ad oggi”.


Di fronte alle ripetute affermazioni, da parte del Ministro dell’Interno Angelino Alfano, che le operazioni italiane di ricerca e soccorso in mare termineranno presto e consapevoli che l’Unione Europea ha annunciato l’inizio, da sabato 1° novembre, della cosiddetta Operazione Triton, constatiamo che quelle “condizioni” non ci sono.


Le nostre organizzazioni sono seriamente preoccupate per l'impatto umanitario di questa decisione, perché Triton non avrà il mandato di svolgere attività di ricerca e soccorso nel Mediterraneo, ma di pattugliare i confini marittimi e costituirà una risposta soltanto parziale al problema.


I tragici naufragi che dall’inizio dell’anno hanno già causato più di 3.000 morti dimostrano la necessità di operazioni di ricerca e soccorso continuative, mentre i disordini in Libia e le altre crisi nell’area inaspriscono il bisogno che queste operazioni vengano estese a tutto il Mediterraneo. Poiché oggi non ci sono alternative sicure per cercare protezione internazionale in Europa, la via del mare è l’unica opzione per migliaia di persone, vittime di violenza e torture, persone disabili, donne e bambini. Operazioni di ricerca e soccorso limitate alle acque sotto la giurisdizione italiana metteranno a rischio migliaia di vite, se le aree di mare aperto non saranno pattugliate attivamente.


Nei suoi interventi, Lei ha affermato che Mare Nostrum è stata una risposta a un’emergenza umanitaria e non sarebbe servita a nulla se non fosse proseguita. Ma le dichiarazioni ufficiali del governo italiano vanno esattamente nella direzione opposta, mettendo a rischio le vite di molti profughi. Il rischio di rivedere tragedie come quelle vissute il 3 ottobre 2013 a Lampedusa è molto alto.


Vogliamo immaginare che a determinare l’assenza di un’iniziativa urgente per garantire la continuità delle ricerche e del soccorso in mare non sia la previsione – su base meteorologica – di un minor numero di partenze lungo le rotte del Mediterraneo. Non sarà l’arrivo della cattiva stagione a porre fine ai conflitti senza quartiere in Libia, all’instabilità nella regione Saheliana, alla guerra in Siria e alle violenze in Iraq. Non sarà l’inverno a far venir meno il bisogno disperato di fuggire dalla guerra, dalla violenza, dalla persecuzione.


Abbiamo apprezzato i continui richiami dell’Italia all’Unione Europea affinché faccia la sua parte. Le nostre organizzazioni da tempo chiedono agli Stati membri e alla Commissione di assumere una responsabilità comune e avviare una seria, efficace e concertata azione di ricerca e soccorso nel mar Mediterraneo e nel mar Egeo.


Siamo consapevoli che operazioni come Mare Nostrum non possano essere soluzioni permanenti per i migranti e i rifugiati che si dirigono verso la frontiera marittima europea in cerca di assistenza e protezione. Alla continuazione del soccorso in acque internazionali va infatti affiancata l'istituzione di canali di ingresso legali e sicuri che consentano alle persone in fuga dalle aree di conflitto di poter giungere in Europa dove chiedere protezione, evitando pericolosi viaggi in mare a rischio della vita.


Ma perché le operazioni di ricerca e soccorso in mare non vengano ridimensionate, perché non ci siano altre migliaia di uomini, donne e bambini fuggiti da guerre per annegare in mare, resta poco tempo.


Condividendo le Sue parole, “finché l’Europa non sarà in condizioni di intervenire più e meglio”, Le chiediamo un intervento personale affinché Mare Nostrum non finisca qui.


Il governo italiano detiene anche la presidenza del Consiglio europeo e non può ignorare la propria responsabilità umanitaria di salvare vite in mare.

 

 

Antonio Marchesi

Amnesty International Italia

Presidente

 

Lorenzo Trucco

ASGI

Presidente

 

Loris De Filippi

Medici Senza Frontiere Italia

Presidente

Amnesty International - Sezione Italiana

www.amnesty.it